100 passi, la testimonianza di Margherita Asta al Torriani
Dettagli della Notizia
scorta si salveranno. Margherita Asta, sorella dei due gemelli uccisi e figlia di Barbara Rizzo, oggi ha portato la sua testimonianza all'IIS Torriani
Data della Notizia:
09 Mar 2026
Anno Scolastico:
2025-2026
Descrizione
Era il 2 Aprile 1985. Un'auto imbottita di tritolo, ferma su una curva della strada che collega la costa di Pizzolungo con Trapani, di buon mattina, all’ora in cui si comincia ad andare al lavoro o a scuola, viene fatta esplodere da un commando di assassini che usa un telecomando. Stavano aspettando le auto del pm Carlo Palermo e della sua scorta, ma premono il bottone quando su quella strada sta passando anche una Volkswagen su cui viaggia una madre, Barbara Rizzo, e i suoi due figli gemelli di sei anni, Salvatore e Giuseppe Asta.
Di loro rimarrà solo una macchia di sangue stampata sul muro di una villetta. Carlo Palermo e la scorta si salveranno.
Margherita Asta, sorella dei due gemelli uccisi e figlia di Barbara Rizzo, oggi ha portato la sua testimonianza all'IIS Torriani in collegamento streaming con le scuole del Cpl (centro per la legalità) di Cremona e Provincia. Presenti con lei Maurizio Mele, del coordinamento di Libera Cremona, che ha spiegato l'importanza della manifestazione nazionale di Torino il 21 marzo in ricordo delle vittime di mafia e le Istituzioni, nelle persone del prefetto Antonio Giannelli, del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Cremona, Colonnello Paolo Sambataro, della dottoressa Adele Belluso vicario del Questore di Cremona, del colonnello Massimo Dell'Anna Comandante Provinciale della Guardia di Finanza.
La ds del Torriani, scuola capofila del Cpl, ha introdotto la testimonianza di Margherita Asta presentandola come l'esempio di un dolore, anche atroce, che si trasforma in impegno civile. Margherita, infatti, insieme al Cpl di Cremona, è impegnata nelle iniziative dei "100 passi" (un chiaro riferimento alla storia di Peppino Impastato) che offrono agli studenti un percorso di informazione e formazione verso il 21 marzo.
Con una grande forza d'animo, Margherita ha ripercorso di fronte agli studenti l'attentato e poi i momenti, i giorni, i mesi e gli anni che seguirono, sempre alla ricerca di una verità. Ha condiviso con gli studenti la domanda cruciale di tutti i sopravvissuti, perché i miei fratelli e non io ?(per un caso, quella mattina Margherita era andata a scuola con una vicina di casa, ndr), e la rabbia che in un primo momento si sfogò contro colui che avrebbe dovuto essere l'effettivo bersaglio, Carlo Palermo. Una rabbia che poi diventa pietas per le sofferenze altrui e collaborazione nel nome della verità della fiducia nella giustizia. Anche quando la giustizia clamorosamente sbaglia, assolvendo in appello gli esecutori materiali. I mandanti furono tutti processati e condannati successivamente.
Carlo Palermo stava indagando a Trento sulle connessioni tra mafia, droga, traffico d'armi, servizi segreti e politica. Trasferito a Trapani, venne preso di mira prima che potesse proseguire il suo lavoro. Una vicenda che collega il Nord e il Sud del Paese perché, come ha ricordato il prefetto Giannelli "queste storie sembrano lontane nello spazio e nel tempo, ma non è così". Il prefetto ha infatti ricordato le infiltrazioni al Nord e a livello internazionale della criminalità organizzata e le nuove violenze mafiose, settimana scorsa in Campania.
Ecco perché Margherita, alla domanda crudele sul senso del suo sopravvivere, ha risposto con l'impegno civile e il coraggio.




