Per il progetto "Essere cittadini europei" legato al viaggio della memoria di cui la prof. ssa Ilde Bottoli è direttore scientifico, questa mattina alle 11,00, presso l’atrio dell’IIS “J.Torriani” ( scuola capofila del progetto), alla presenza della nipote, Silvia Rivetti Barbò, è stata inaugurata la mostra “Storia di mio
nonno, Generale Guglielmo Barbò”, assassinato nel campo di Flossenbürg.
Una storia straordinaria, come tali sono le storie di tutti gli IMI, i militari italiani internati. Barbò, generale pluridecorato, serve fedelmente l' Italia nella prima e nella seconda guerra mondiale e lo fa con coerenza fino all' ultimo, anche dopo l' 8 settembre: per questo viene arrestato e messo su un convoglio di destinazione ignota ..Ma scappa scendendo dal treno dalle parti di Malagnino, fortunosamente arriva a Biella e, ricercato, si dà alla Resistenza in Val dell'Ossola.Arrestato di nuovo è portato a San Vittore nel braccio dei prigionieri politici. Forse, scambiato con un prigioniero tedesco, è rimesso in libertà, ma per un breve periodo. Insieme ad altri Imi finirà nel campo di concentramento di Flossenburg, e da lì non tornerà più.