Quarto incontro della Settimana della Legalità: l'Italia fanalino di coda di Freedom of the Press
Dettagli della Notizia
Quarto incontro della Settimana della Legalità: l'Italia fanalino di coda di Freedom of the press.
Data della Notizia:
22 Mag 2026
Anno Scolastico:
2025-2026
Descrizione
Il quarto incontro della Settimana della Legalità ha coinvolto studenti e docenti, in aula magna Torriani o collegati in streaming, sul tema fondamentale della Libertà di espressione e sui condizionamenti della Criminalità Organizzata alla libera manifestazione del pensiero e di stampa. "Un tema e un'occasione importante di crescita per gli studenti", come ha sottolineato la vicesindaco Francesca Romagnoli che ha ringraziato la dirigente del Torriani Simona Piperno e tutti gli studenti del Cpl per l'impegno nella diffusione della cultura della legalità.
Il prof. Ivan Vadori, giornalista freelance e collaboratore di diverse testate nazionali, da sempre impegnato nella difesa dell’art. 21 e nella promozione della cultura antimafia, ha quindi portato agli studenti dati concreti sulla libertà di espressione in Italia: ha ripercorso la classifica di Freedom of the press dal 2008 ad oggi e ha mostrato come il nostro paese si sia classificato nella migliore delle ipotesi al 43esimo posto e nel peggiore dei casi al 78esimo posto. Quest'anno ci troviamo al 53esimo posto, sotto l'Ucraina, ovvero sotto un Paese in guerra dove la condizione della stampa dovrebbe essere peggiore rispetto a quella dell'Italia. Normalmente ci collochiamo in classifica sotto molti paesi sottosviluppati del Sud del mondo.
"La libertà di stampa dunque non sta bene - ha sottolineato Vadori - per le continue querele dei politici ai giornalisti, per le minacce che i giornalisti ricevono". Senza mezzi termini aggiunge che "è la mafia che controlla il Paese".
E poiché Vadori è referente per il nord est di “Casa Memoria Peppino e Felicia Impastato” ha raccontato che il 100 per cento di quelli che hanno cercato la verità sull'omicidio di Peppino Impastato sono morti e "tutti quelli che hanno depistato le indagini, nomi illustrissimi, hanno fatto carriera".
