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Non solo poesia

Le poesie della 2CINFO

I nonni sono persone

Che d’ogni cosa

Ne fanno un’emozione.

Ci raccontano le storie della vita

Con saggezza infinita

Luca Losito 

 

Tutte le volte che mi sveglio la mattina

Penso a cosa potrei fare nella mia vita 

Continuo a pensare e immaginare

Dove la mia vita potrebbe arrivare

Ora vado a scuola e continuo a studiare

Così che la mia vita possa migliorare 

Anonimo 

 

LA MIA ESPERIENZA:

Molti parlano della malinconia 

dicendo”che vuoi che sia”,

altri parlano della depressione

pensando sia finzione;

a volte la solitudine fa male

poiché tutti pensano tu sia asociale,

a volte fa bene per cercare dentro di noi

il nostro vero carattere e le nostre ambizioni.

Ci vuole tempo per cambiare 

io ce l’ho fatta e sono qui per raccontare

Anonimo 

 

Il calcio è bello,

devi solo trovare il modo di far bordello,

il calcio è semplice,

devi solo trovare il modo di esser felice.

il calcio è giusto,

devi solo giocare di gusto,

il calcio è passione,

devi solo avere affezione.

il calcio è il mondo,

ma non devi lasciarlo in fondo,

il calcio è la vita,

deve essere capita.,

Anonimo 

 

SE FOSSI ALBERO

SE FOSSI ALBERO OSSERVEREI LA NATURA CHE MI CIRCONDA

DA MATTINA A SERA.

 

SE FOSSI ALBERO ACCOGLIEREI GLI UCCELLINI

NEI LORO NIDI, TRA I MIEI RAMI.

 

PERDEREI LE FOGLIE AD AUTUNNO,

MA MI RIEMPIREI DI FIORI A PRIMAVERA.

 

FAREI AMICIZIA 

CON GLI ALBERI VICINI

 

E ABBRACCEREI CON LA MIA CHIOMA

TUTTI I BAMBINI CHE GIOCANO 

VICINO ALLE MIE RADICI.

Anonimo 

 

RICORDI

Un filo di vita tagliato presto

Come siamo arrivati in questo mondo?

Chi eravamo?

 

Ogni passo avanti

è un ricordo che svanisce indietro.

 

Un balzo 

E tutto ciò che è dietro

Cade in un eterno declino

 

Si trasforma in cenere

Segnato dalla morte,

 

Incisa marcando la propria pietra

Una tavoletta di tua creazione

La tua scelta

La tua vita.

Anonimo 

 

Un albero senza rami e foglie,

non sarebbe  un albero

io senza di te,

non sarei io.

siamo come due anime,

ma con un singolo pensiero;

siamo angeli con un'ala sola,

solo restando abbracciati possiamo volare.

Anonimo 

 

Passeggiando in riva al mare

Onde e pesci stavo a guardare

Raccoglievo le conchiglie

Con un secchio pieno di biglie

Omaggiavo a tutti il cocco bello

Daniele ne prese un po' 

Io gli dissi che non era fresco

Oltraggiato lui se ne andò

Anonimo 

 

Lulù

Dolce Lulù, sei il mio splendore

e il solo guardarti

mi riempe il cuore d’amore.

 

Di velluto è il tuo folto manto

e accarezzarti è un incanto.

 

I tuoi occhi 

come due stelle,

mi illuminano

come le fiammelle.

 

Con la tua coda un po’ frù frù,

mi saluti come sai fare tu.

Il Moro 

IL BELLO DI ANDARE A SCUOLA A PIEDI

 

Ogni giorno ci rendiamo sempre più conto che la curva dei contagi sta di nuovo risalendo. Questo ci porta a pensare a nuove soluzioni per evitare la chiusura di esercizi pubblici, palestre, piscine, ma soprattutto la nostra scuola.

Gli ingressi suddivisi in due gruppi sono sicuramente una buona soluzione, lo sono stati anche i percorsi di entrata ed uscita con i vari colori a seconda della classe di appartenenza, ma tutto questo non basta. 

Il vero problema ora sono i trasporti, le radiali che ogni mattina troviamo in stazione e che fanno da navetta verso l’ Itis, sono molto affollate, questo perché il loro percorso dura pochi minuti per cui è permesso che gli studenti salgano in massa e non in modo contingentato. 

Cosa possiamo fare in concreto?

Semplice, andiamo a piedi!

I nostri autobus ci accompagnano tutti fino alla stazione e sono sempre molto controllati e poco affollati, anche perché sono stati aggiunti più mezzi, mentre per le radiali questo non è stato considerato.

Potremmo ritrovarci in piccoli gruppi per classe e incamminarci insieme. La passeggiata mattutina aiuta sicuramente noi studenti ad arrivare più svegli in classe, stimola la circolazione sanguigna.

Ossigenarsi all’ aperto aiuta il cervello a lavorare meglio durante la mattinata, non dobbiamo temere di raffreddarci perché comunque abbiamo già una “sciarpa” obbligatoria: la mascherina, che ripara le nostre vie respiratorie.

L’aria frizzante del mattino, unita al passo spedito, stimolano il nostro sistema cardio circolatorio e ci permette di arrivare in classe più attivi e più caldi (e così di sentire meno la mancanza del riscaldamento).

Camminare significa anche guardarsi attorno, vedere la natura che con il passare dei giorni cambia, il cadere delle foglie, le prime piogge, la nebbia che avvolge tutto. E’ positivo e un privilegio poter ammirare  queste cose all’ alba all’ aria aperta e non dal vetro appannato di un finestrino con il compagno che ti spinge perché non c’è posto.

Andando a piedi, con il rispetto delle distanze il rischio di contagio si riduce di molto.

Per le classi che alle prime ore avrebbero motoria si potrebbe studiare un piano di riscaldamento durante il tragitto, in modo tale che i ragazzi, una volta arrivati, possano subito fare esercizio. Ad esempio una corsa leggera alternata alla marcia, entrambe fattibili con gli zaini pesanti.

Un’ altra proposta potrebbe essere quella di camminare e ripassare nella mente la lezione. 

Per chi invece vuole distrarsi prima di affrontare sei ore di lezione, anche osservare la propria città che cambia non è male, ad esempio le vetrine che si riempiono di zucche e pipistrelli ad Halloween e qualche settimana dopo iniziano con le decorazioni natalizie.

Per chi ha l’occhio più attento è interessante anche entrare nella realtà della città che si sveglia. Scoprire le abitudini, ad esempio di chi accende la luce e apre le finestre sempre alla stessa ora, di chi è sempre in ritardo e corre al lavoro in fretta, di chi prepara un buon caffè che riempie la via di aroma. Anche i profumi o gli odori sono interessanti da scoprire.

I nostri nonni non andavano certo a scuola in bus, andavano tutti a piedi, quelli che potevano permettersi il lusso di studiare. Partivano presto e affrontavano tutti gli agenti atmosferici nelle varie stagioni senza lamentarsi.

Per noi nuove generazioni supersportive è ora di dimostrare che siamo in grado ogni mattino di farlo, ci si tempra!

Andare a scuola in questo modo serve anche per ritrovare la propria forma fisica, per chi è un po’ in sovrappeso sicuramente è un valido aiuto per bruciare calorie e per chi è molto pigro, per aumentare la massa muscolare. 

“Mens sana in corpore sano” diceva il latino Giovenale

In effetti se vogliamo osservare i vari college sparsi in Inghilterra e in America possiamo vedere quanto l’attività fisica e sportiva sia importante e considerata come una disciplina che completa la persona. Spesso, durante la mattinata si  fanno uscite per fare movimento, anche semplici passeggiate per poi ritornare allo studio che spesso ha una resa maggiore.

Anche in passato, quando si andava a scuola, si usciva in cortile per fare movimento   durante gli intervalli questo per distrarre un po’ i ragazzi.

La passeggiata di solito aiuta anche a rilassarsi, magari potrebbe ridurre la tensione per una verifica o un’interrogazione e migliorare la prestazione.

Il mattino si sa ha l’oro in bocca, magari camminando, quando il cervello è libero, ossigenato e ha gli zuccheri della colazione a disposizione, qualche studente potrebbe partorire qualche idea geniale…

Ritrovandosi a piccoli gruppi legati alle varie classi è bello anche che gli studenti possano provarsi la lezione, chiarirsi i dubbi,  parlare un po’ durante il tragitto, manca molto il dialogo, il confronto, raccontarsi le stupidate, fare qualche risata anche sotto la mascherina. 

Non parliamo poi del risparmio, le famiglie sarebbero molto sollevate, l’abbonamento urbano infatti è costoso, ma anche i carnet con varie corse lo sono. Con l’alternanza che la nostra scuola sta facendo di una settimana in presenza e una a distanza ogni studente, andando a piedi, risparmierebbe quasi 50 euro al mese.

Vivendo nella generazione Thunberg non possiamo negare che la scelta di percorrere il percorso a piedi è molto green, sicuramente in inverno quando il livello delle polveri sottili è elevato, muoversi con le proprie gambe eviterebbe la circolazione di mezzi inquinanti.

In conclusione la bilancia pende sicuramente a favore di questa scelta.

Davide Cappelletti, Aurora Arcari, Francesco Timus, 3AMAT

Carlo Acutis: "beato" influencer di Dio.

Carlo Acutis: "beato" influencer di Dio.
I commenti della 2AELE.
Carlo Acutis
quindici anni
tutta la vita
davanti...

Carlo Acutis mi ha stupito perché nella generazione di oggi non c'è nessun ragazzo che pensa ad aiutare gli altri, siamo tutti un po' egoisti....penso che dobbiamo prendere esempio da 'sto ragazzo...

Di Carlo mi ha colpito ciò che ha fatto, come l'ha fatto, con passione...

Purtroppo anche un mio amico è venuto a mancare qualche anno fa; mi ricorderò sempre la positività che ci metteva, come Carlo Acutis, con il sorriso sempre spiccicato sulla faccia, nonostante sapesse che non aveva più tanto tempo...

... lasciò un segno in tutti i cuori...

Carlo non aveva paura di manifestare i suoi pensieri, ritengo perciò che sia stata una grande perdita e che sia stato giustamente appellato come "beato".

Un umile ragazzo
Dall'anima pura,
Aiutava il prossimo
Se ne prendeva cura;
Devoto al signore
Ci lasciò tutti con stupore
Da allora si prova un gran dolore.

Carlo Acutis è un ragazzo che si differenziava dagli altri, aiutava i bisognosi, era attaccato alla fede e la sua passione era l'informatica...non gli interessava se gli altri lo giudicavano noioso...insomma gli piaceva ciò che lo rendeva felice senza seguire la massa.

Io penso che Carlo Acutis sia un ottimo esempio per noi ragazzi di oggi, perché lui viveva al massimo ogni attimo della sua vita e aiutava sempre il prossimo.

Col sorriso è nato,
Col sorriso è vissuto,
Col sorriso è morto.

"Tutti nascono come degli originali, ma molti muoiono come delle fotocopie." Questa frase di Carlo fa pensare molto a come possiamo essere diversi, originali, ma se nella vita non riusciamo a distinguerci come ha fatto Carlo moriremo come delle fotocopie.

Dobbiamo apprezzare ogni giorno della nostra vita e quello che abbiamo, essere sempre positivi e sorridere alla vita. Come Carlo.

Carlo, eri un ragazzo pien d'amore
e nel tuo dolce sguardo
c'era un immenso splendore...

Francamente, non mi interessa più di tanto come argomento, però diciamo che essere beatificato per ciò che hai fatto in soli 15 anni di vita non è una cosa da poco...

Il Mondo
Il Mondo cambia, 
è in continua espansione
Anche il credere in un qualcosa
Qualcosa che dia sicurezza
A volte basta per sentirci 
Quello che vorremmo essere

Nella sua breve vita è stato una luce che ha lasciato un’enorme scia dietro di sé.

Sono andato a vedere anche la sua tomba ad Assisi.

Carlo
Prole della bontà e marito della bibbia
Ragazzo, uomo ormai santo
Sente il bene e lo distingue e lo dona.
Carlo da dorate azioni è distinto,
Il cuore e il credo e la mente
non d'istinto.
Carlo 

./. Maturità 2020

./. MATURITÀ 2020

Che dire… eccomi alla fine del mio percorso.

Mi sembra ieri il primo giorno di superiori: pensavo che la maturità avrebbe impiegato secoli ad arrivare e invece il tempo è volato.

Di certo non mi ero immaginata di trascorrere in questo modo l’ultimo anno: senza poter vedere i miei compagni per mesi, senza poter rassicurare la mia vicina di banco prima di una verifica difficile, senza il vociare degli studenti e dei professori nei corridoi all’intervallo e senza l’ultima gita di classe.

La cosa più diversa in assoluto è stata la maturità: non andando a scuola l’ho vissuta con molta tranquillità e l’ansia è arrivata solo i giorni prima dell’esame.

Se fossi andata a scuola, conoscendomi, sarei stata in pensiero mesi prima.

Tuttavia sono contenta di averla fatta in presenza.

Questo, infatti, mi ha permesso di salutare per l’ultima volta i professori e la scuola, non ho avuto la preoccupazione di problemi di connessione e, inoltre, se avessi fatto la maturità online, non lo avrei percepito come un vero esame in quanto troppo lontano dall’aspettativa che avevo avuto per anni.

La maturità mi è servita per mettermi alla prova ed è stata una tappa importante per il mio percorso di studi e nella mia vita.

Al giorno d’oggi, se guardo indietro negli anni, vedo una persona completamente diversa, più matura, più determinata e che sa cosa vuole nel suo futuro.

Un grosso in bocca al lupo a tutti i futuri maturandi!

Sara Torresani ex 5°ABIO

Maturità 2020

MATURITÀ 2020

L’esame di maturità è la prova finale, a conclusione del corso di studi di istruzione secondaria superiore. Parole “difficili” volte a esprimere un solo concetto: sei davvero “maturo”? Hai davvero acquisito le conoscenze e competenze che la tua scuola ti ha fornito?

Questo 2020 è stato particolare ed unico, in molte circostanze. Il COVID-19 ha investito svariati ambiti.

Questo odiato COVID-19 ha colpito anche la scuola, è penetrato anche in essa obbligandola ad una didattica “di emergenza”. Come ogni cosa ha avuto pro e contro…. Essendo entrato nel contesto scolastico, ha modificato anche l’esame di maturità. L’esame 2020 è stato un vero esame, a dispetto dei malfidenti. Questo esame ha fatto sì che, nonostante la mancanza di prove scritte e la modifica dell’orale, si verificasse la preparazione degli studenti.

Molti ragazzi hanno ammesso di aver dovuto affrontare una prova più complessa di quanto previsto. La paura, l’ansia, lo studio costante ed asfissiante sono stati cornice dei giorni pre-esame. 

Purtroppo l’esame è stato diverso, ma differente è stato anche il vissuto con i compagni: niente urla per l’ultima campanella della propria vita, niente abbracci, niente ripassi di gruppo, niente pranzi insieme… le emozioni mancheranno, questo è poco ma sicuro. La maturità però sta anche nel sapere apprezzare e comprendere le piccole cose, quest'anno peculiare lo ha fatto capire bene. Abbiamo apprezzato la didattica a distanza, che ha permesso di mantenere vivi i rapporti, abbiamo amato le interrogazioni interrotte dai campanelli dei corrieri, riso mentre i familiari discutevano in sottofondo e quando i compagni commentavano senza ricordarsi di spegnere il microfono.

Nessuno potrà cambiare quel che è successo, ma tutti possiamo trarne un vero e proprio insegnamento: apprezzare le piccole cose perchè in fin dei conti sono quelle che valgono di più.

Adele Cavagnoli, ex 5°ABIO

 

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